Terapia Cognitivo Comportamentale

E’ un tipo di psicoterapia sviluppata negli anni ’60 da A.T. Beck.
È una terapia direttiva, adatta al trattamento individuale, di coppia e in gruppo e di breve durata, dove il terapeuta affianca il paziente assumendo il ruolo di “consigliere esperto”  e permette di raggiungere cambiamenti e miglioramenti.
La Psicoterapia Cognitiva è orientata a risolvere i problemi attuali del paziente ed è finalizzata a modificare i pensieri distorti, le emozioni disfunzionali e i comportamenti disadattivi, con l’obiettivo di facilitare la riduzione e l’eliminazione del disturbo, apportando miglioramenti stabili nel tempo.
I pazienti imparano alcune specifiche abilità, di cui si possono servire anche in seguito, e che riguardano l’identificazione di forme distorte di pensare, il mutamento di convinzioni irrazionali e la modifica di comportamenti disadattivi.
La Psicoterapia Cognitiva aiuta ad individuare certi pensieri ricorrenti, schemi fissi di pensiero e di interpretazione della realtà, che sono concomitanti alle emozioni negative che vengono percepite come sintomi e ne sono la causa, aiuta a correggerli, ad migliorarli, ad integrarli con altri pensieri più oggettivi, più funzionali al benessere della persona. La Psicoterapia Comportamentale aiuta invece a modificare la relazione fra le situazioni che creano difficoltà e le abituali reazioni emotive e comportamentali che la persona ha in tali circostanze, tramite l’apprendimento di nuove modalità di reazione. Serve inoltre a rilassare mente e corpo, così da sentirsi meglio e poter riflettere e prendere decisioni in maniera più lucida.

EMDR

E’ un trattamento psicoterapeutico originariamente nato per desensibilizzare efficacemente i sintomi disturbanti legati ai ricordi traumatici. Nell’Eye Movement Desensitization and Reprocessing grazie ai movimenti oculari si riducono gli effetti dei sintomi (desensibilizzazione) e si riattiva il fisiologico processo di elaborazione delle informazioni (riprocessamento).
L’efficacia del trattamento EMDR nella cura di diversi disturbi psicologici è evidence-based, scientificamente comprovata da numerosi studi scientifici che ne descrivono anche i correlati neurobiologici e neurochimici.
L’EMDR permette al cervello di rielaborare in senso positivo il pensiero relativo al ricordo, quindi modifica l’idea di sé e del proprio valore; contemporaneamente diminuiscono le sensazioni corporee spiacevoli o dolorose e si attenuano le emozioni negative, fino alla scomparsa totale dei sintomi.
Il nostro cervello è continuamente stimolato da informazioni che vengono immagazzinate in maniera più o meno conscia, in diversi modi, ma sempre in senso adattivo, utile per la persona. L’informazione viene cioè integrata in uno schema cognitivo ed emotivo positivo, utile alla persona (Shapiro F., 1995).
Le informazioni si associano a pensieri, emozioni, sensazioni e vanno a formare un sistema fruibile e coerente per la comprensione di ciò che accade, una conferma di ciò in cui crediamo, un apprendimento per il futuro, un’idea di sé e del mondo. Insomma, vanno a costruire la mente stessa e la nostra identità; e forniscono agli individui gli strumenti per comprendere il mondo e le regole per agire.
Il trauma è definibile come evento dirompente, che sovrasta la capacità della mente di integrare ed elaborare i dati ad esso connessi.
Il trauma è un’informazione che la mente non riesce a metabolizzare, a rendere coerente con l’esperienza già immagazzinata; esso blocca il naturale processo di elaborazione dell’informazione sopra descritto perché è per sua natura impensabile, intollerabile.
L’EMDR dunque funziona perché permette alla mente bloccata di ricominciare il suo naturale processo di elaborazione.
La stimolazione bilaterale degli emisferi cerebrali attraverso i movimenti oculari permette di operare una riconnessione, che ha riscontri a livello neurobiologico, tra il ricordo dell’evento traumatico ed il resto dell’esperienza individuale.
Ogni ricordo è composto di immagini, sensazioni, emozioni e pensieri: l’EMDR permette al cervello di rielaborare in senso positivo il pensiero relativo al ricordo, quindi modifica l’idea di sé e del proprio valore; contemporaneamente diminuiscono le sensazioni corporee spiacevoli o dolorose e si attenuano le emozioni negative, fino alla scomparsa totale dei sintomi.
Il lavoro contemporaneo su tre livelli, corporeo, emotivo e cognitivo conduce all’integrazione delle informazioni fino a formare una nuova memoria: il fatto accaduto diventa un ricordo accessibile e gestibile, privo delle connotazioni sintomatiche e disturbanti che lo caratterizzavano: “dopo l’EMDR il paziente ricorda ancora l’evento ma sente che tutto ciò veramente fa parte del passato e il contenuto è totalmente integrato in una prospettiva più adulta”.

Comments are closed.